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Pane, Taleggio
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Il segreto


Giovedi:

 

Detesto l'uomo che manda gių il suo cibo non sapendo che cosa mangia. Dubito del suo gusto in cose pių importanti. (Charles Lamb)





In questa pagina vi sveleremo alcune piccole curiosità sul formaggio.

Il Salatoio è il locale dove viene eseguita la salatura dei formaggi. Generalmente è ricavato in ambienti sotterranei o nel centro del fabbricato aziendale, in cui la temperatura si mantiene sempre tra i 12 e i 16 gradi.

Il pecorino tuma o tumma è un tipico prodotto meridionale e, grazie alla sua predisposizione a filare dolcemente se riscaldato, è particolarente adatto per preparati al forno.

Nella tarda primavera e per tutto il periodo estivo la ricotta viene sottoposta a salatura e successivamente pressata in fascere di legno. Questo consente una migliore conservazione del prodotto anche in periodi inadatti.

Il vero formaggio caprino, deve portare l’indicazione “formaggio di capra”, poiché esiste anche il caprino vaccino, con latte di mucca, che ha ottenuto la denominazione solo per motivi di forma e consistenza.

Il formaggio gorgonzola, tipico dell’omonima città lombarda, è in realtà nato nelle grotte di Pasturo e Introbio, in Valsassina, dove le condizioni climatiche sono simili a quelle dove si produce il Roquefort, una sorta di gorgonzola francese.


In Sardegna esiste un tipo di pecorino, con stagionatura molto lunga, dove proliferano dei vermi, che danno un sapore forte e insolito.

Il pecorino di fossa, tipico della toscana meridionale, deve il suo nome alla permanenza in fosse artificiali dove stagiona a lungo avvolto da foglie di noce e coperto da paglia e terra.

Il formaggio Murazzano, della famiglia delle robiole e proveniente dall’omonimo comune a due passi da Cuneo, sebbene abbia una denominazione recente (DOP dal 1996) è in realtà d’origini antichissime e ne parla persino Plinio il vecchio nella sua Naturalis Historia (I sec d. C.).

Del pecorino siciliano, di solito lungamente stagionato e arricchito con grani interi di pepe nero, si hanno notizie addirittura nell’Odissea, dove Omero ci descrive il ciclope Polifemo intento a preparare delle formelle del noto formaggio.

Il formaggio caprino, a dispetto del nome, può, per legge, non essere per forza di latte di capra. C’è però l’obbligo di precisarne la provenienza (ad esempio: caprino di latte vaccino). Ciò che è caratteristica è considerata la forma e la consistenza.

Il latte prodotto sugli alpeggi della Valsassina è lavorato in loco secondo l’antico metodo dei bergamini, gli antichi pastori dei monti circostanti

A Maggio, frazione di Cremeno, si possono vedere le monumentali Casere, grotte per la stagionatura dei formaggi, che i fratelli Lotti costruirono a metà dell’ottocento.

Ci sono diverse forme di provolone, che possono variare molto sia per dimensione sia per peso: da forme da pochi etti si arriva a superare il quintale. I "salami" di tipo lombardo si aggirano intorno ai 3 ql.

Il Bruss, tipico formaggio piemontese, si ottiene mescolando gli avanzi di Robiola con olio, spezie e grappa.


L'origne del nome Toma e' vaga: potrebbe provenire dal provenzale toumo, formella, come dal greco tome', taglio.

L’asiago, questo grande formaggio veneto originario dell’altopiano di Asiago, vanta tradizioni lontanissime e rappresenta oggi circa il 25 % della produzione casearia della regione.


Il caciocavallo, fra tutti i formaggi a pasta filata, è forse quello con la maggior varietà di forme e la più vasta area di produzione (tradizionalmente dal Molise alla Sicilia, ma è prodotto anche in Lombardia).

Il termine “caciotta” è molto generico e indica formaggi prodotti in maniera artigianale e rustica anche molto diversi fra loro.

La crescenza, formaggio molle della famiglia degli stracchini, deriva dal nome latino crescentiam, per la sua peculiarita' di aumentare di volume durante la fermentazione.

La Fontina, formaggio di antiche tradizioni, (se ne parla gia' nel Duecento), viene prodotta dal latte intero, non pastorizzato ne' scremato di una razza bovina, la pezzata rossa, tipica della val d'Aosta.

Il nome “quartirolo” deriva dall'erba quartirola (o di quarto taglio), mangiata dal bestiame al ritorno dal pascolo nei mesi di settembre e ottobre.

La cagliata è il primo prodotto della coagulazione del latte in seguito all'aggiunta di caglio o alla coagulazione lattica.

Il caglio è un estratto d’origine animale in cui gli enzimi proteolitici coagulano la caseina. Si ricava dall'abomaso dei vitelli, capretti o agnelli. Sostanze coagulanti possono essere anche d’origine vegetale o fungina.

I fermenti lattici sono microrganismi d’enorme interesse caseario poiché favoriscono l'acidificazione e la maturazione del latte e della cagliata. Caratterizzano le proprietà organolettiche dei formaggi in quanto intervengono nelle fermentazioni a carico del lattosio e d’altri componenti fondamentali del latte.


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